Immagini in movimento

Fabiana Riccini

L’idea della serie di video “Mediamente in quarantena” nasce all’interno di quell’aula che ho percepito come prima relazionale e, solo secondariamente, virtuale che abbiamo costruito con il Professor Fiorentino e con i miei colleghi durante questi i due mesi di lockdown. 

È stato lo stesso Professor Fiorentino a proporre a tutti noi di raccontare la nostra routine mediale ai tempi del covid19. Ci ha lanciato uno stimolo che ho sentito di dover cogliere: avevo bisogno di uscire da quella routine quotidiana e ripetitiva impegnandomi in un nuovo progetto e, magari, riuscendo a dar vita a qualcosa di creativo. 

E così ho scelto di raccontare la mia esperienza di quarantena con un video. L’idea è quella di rendere la gravità collettiva del momento che stavamo vivendo, ma al tempo stesso mettere in scena anche la mia condizione con un registro autoironico. 

Il primo capitolo si intitola “L’incubo”. L’argomento Covid ha catalizzato tutti i flussi comunicativi di quel periodo tanto che, nel silenzio della notte, il rumore di quelle infinte voci di notiziari che si sovrappongono pare continui a fare eco tra le pareti delle abitazioni. 

Il secondo capitolo si intitola “Mediamente in quarantena”. È la parte autobiografica nella quale cerco di raccontare le diverse strategie messe in atto nella solitudine della quarantena per non soccombere alla routine.

Nel capitolo conclusivo, “Forse sognare”, metto in evidenza come verso la sera di quei giorni complicati la nostalgia per gli affetti più cari diventa molto difficile da controllare e toglie il sonno. Le strategie messe in atto durante il giorno lasciano il passo ai pensieri più cupi e alla nostalgia. 

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